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Spesso la stampa spara a zero sulle lauree
americane, adducendo il fatto che non hanno nessun valore legale in
Italia. Le considerazioni giornalistiche
per quanto concerne le leggi vigenti in Italia sono vere fino ad
un certo punto. La prima differenza tra una Laurea italiana e una
americana, sta nel fatto che:
mentre la Laurea italiana abilita il
titolare all’esame di Stato per poi potersi iscriversi ad un
“Ordine” ed esercitare una professione…
la Laurea americana non permette questo
passaggio, con la conseguenza che il laureato USA non potrà
esercitare una libera professione, non potendosi scrivere ad un
“Ordine”.
Chiaramente,
per un laureato americano rimangono aperte
altre strade, per esempio lavorare alle dipendenze o svolgere attività
(anche professionali) per le quali non è prevista l’iscrizione ad un
“Albo”.
C’è da prendere in considerazione il fatto che un
laureato in USA (in
certi casi) può vedersi
riconosciuti gli studi compiuti in America ed essere equiparato ad un
laureato Made in Italy.
Tutto OK il ragionamento sulle Equipollenze –
tutto vero sul fatto che in Italy una Laurea USA non ha valore legale
ma… ciò non toglie che chi si è laureato con una University
americana possiede un “Titolo” con pieno un valore ACCADEMICO.
Voglio dire che: essere Dottore – Doctor – Dr – dr, è un qualcosa di “Personale”,
una “Consacrazione”. Il fatto che,
in America i titoli di studio non abbiano valore legale, porta
alla non distinzione tra una University di poco valore e una
University blasonata (es. la Harvard University). Non avendo
(i titoli) nessun
valore legale, la loro qualità andrà riscontrata sul campo e non sulla
"CARTA!!".
Tra le tante illazione della stampa e di chi
interpreta per proprio conto le leggi italiane; c’è una “verità”
logica, che posso chiarire immediatamente. Per fare questo chiarimento
ho bisogno di esprimermi in modo “RUDE”.
Ammettiamo, che, per un posto di lavoro in un qualsiasi impiego
(statale – ospedale – laboratorio di ricerca – etc. , etc.), si
presenti una persona con in tasca una Laurea della HARVARD
UNIVERSITY…
Cosa
pensate possa succedere???
Io lo so. Il responsabile
come minimo si calerà le “BRAGHE”
e… ogni Legge – regola o quant’altro cesserà di esistere
all'istante. Posso essere certo che il candidato con in tasca una
Laurea USA troverebbe tutte le porte aperte. A questo punto voglio
domandare, al Giornalista – Magistrato – Avvocato o… Burocrate: ma… non dicevate che in Italia i titoli americani non
hanno valore???
Diciamo che in America i Titoli
hanno tutti lo stesso valore ACCADEMICO
(da qualsiasi University provengono) e che, la differenza in campo
pratico è da ricercarsi nel prestigio di chi li ha rilasciati. Stiamo
parlando di Prestigio e non di Legalità. In questo modo le vere
capacità (o credibilità) del Dottore o Ingegnere non saranno
relazionate al titolo in quanto “legale” oppure no!
Piuttosto dall’Istituto che lo ha conferito e… più
importante ancora, dalle vere capacità del portatore.
In ultimo, occorre separare il valore giuridico
da valore intrinseco nel titolo stesso. Voglio dire che, se ho
conseguito una Laurea americana, sono un laureato; non solo
in America ma… in tutto il mondo!! Perché il titolo è un
qualcosa di personale che non dipende più da un punto geografico ma
bensì dal mio “ESSERE”.
Un qualcosa che fa parte della mia vita e che nessuno può contestarmi.
Il fatto che poi non venga riconosciuto ai fini di un incarico
lavorativo (tutto da verificare) è un’altra faccenda. C’è un’altra contraddizione che spesso
circola anche in ambienti istituzionali
e… figuriamoci nella stampa!!! Si sente dire che, certe University in
America sono ACCREDITATE
altre NO!!!
In America l’accreditamento è un qualcosa di facoltativo e
mai obbligatorio. Ci sono delle University importanti che non sono
affatto accreditate, mentre altre lo sono. D'altronde, come si
potrebbero obbligare le University ad essere accreditate dal momento che
non esiste il lato giuridico???
Chiaramente anche se non legali per gli organi
governativi, i titoli hanno bisogno di circolare in ambito
internazionale da cui la necessità di essere predisposti per essere
riconosciuti come tali da tutti i Paesi. Per questo nel 1961 è stata
firmata all’AJA una convenzione chiamata “APOSTILLE”,
per cui qualsiasi documento una volta APOSTILLATO, deve essere riconosciuto da
tutti i Paesi membri della convenzione. E’ talmente “FORTE”
(l’APOSTILLE)
che, una volta dotato di una simile “marchio” nessuno può fare
domande o indagare ulteriormente sulla veridicità o meno del documento
dotato di “APOSTILLE”.
(….”
Che cos’è l' APOSTILLE?
Si tratta
di una specifica annotazione che deve essere fatta sull’originale del
certificato rilasciato dalle autorità competenti del Paese interessato,
da parte di una autorità identificata dalla legge di ratifica del
Trattato stesso.
L’ APOSTILLE,
quindi, sostituisce la legalizzazione presso l’ambasciata.
Ne discende che se una persona ha bisogno di fare valere in Italia un
certificato di studio e vive in un Paese che ha aderito a questa
Convenzione non ha bisogno di recarsi presso l’ambasciata italiana e
chiedere la legalizzazione, ma può recarsi presso l’autorità interna
di quello Stato (designata dall’atto di adesione alla Convenzione
stessa) per ottenere l’annotazione della cosiddetta APOSTILLE
sul certificato. Una volta effettuata la suddetta procedura quel
documento deve essere riconosciuto in Italia, perché anche
l’Italia ha ratificato la Convenzione e quindi in base alla legge
italiana quel documento deve essere ritenuto valido, anche se redatto
nella lingua di un diverso Paese…..”)
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