Considerazioni


 


 

 


Documenti ufficiali riguardanti le varie registrazioni presso le sedi di New York  Tra le varie firme: quella del Notaio dello Stato di NY Andrew Davidovits, e del prof. dr Marco E. Grappeggia, direttore della The Yorker University.

Considerazioni sui titoli di Laurea americani

Spesso la stampa spara a zero sulle lauree americane, adducendo il fatto che non hanno nessun valore legale in Italia. Le considerazioni giornalistiche  per quanto concerne le leggi vigenti in Italia sono vere fino ad un certo punto. La prima differenza tra una Laurea italiana e una americana, sta nel fatto che: 

mentre la Laurea italiana abilita il titolare  all’esame di Stato per poi potersi iscriversi ad un “Ordine” ed esercitare una professione… la Laurea americana non permette questo passaggio, con la conseguenza che il laureato USA  non potrà esercitare una libera professione, non potendosi scrivere ad un “Ordine”.  

Chiaramente, per un laureato americano rimangono aperte altre strade, per esempio lavorare alle dipendenze o svolgere attività (anche professionali) per le quali non è prevista l’iscrizione ad un “Albo”. C’è da prendere in considerazione il fatto che un laureato in USA   (in certi casi)  può vedersi riconosciuti gli studi compiuti in America ed essere equiparato ad un laureato Made in Italy.  

Tutto OK il ragionamento sulle Equipollenze – tutto vero sul fatto che in Italy una Laurea USA non ha valore legale ma… ciò non toglie che chi si è laureato con una University americana possiede un “Titolo” con pieno un valore ACCADEMICO. Voglio dire che: essere Dottore – Doctor – Dr – dr,  è un qualcosa di  “Personale”, una “Consacrazione”. Il fatto che,  in America   i titoli di studio non abbiano valore legale, porta  alla non distinzione tra una University di poco valore e una University blasonata (es. la Harvard University). Non avendo  (i titoli)   nessun valore legale, la loro qualità andrà riscontrata sul campo e non sulla "CARTA!!".

Tra le tante illazione della stampa e di chi interpreta per proprio conto le leggi italiane; c’è una “verità” logica, che posso chiarire immediatamente. Per fare questo chiarimento ho bisogno di esprimermi in modo “RUDE”.  Ammettiamo, che, per un posto di lavoro in un qualsiasi impiego (statale – ospedale – laboratorio di ricerca – etc. , etc.), si presenti una persona con in tasca una Laurea della HARVARD UNIVERSITY…  Cosa pensate  possa  succedere??? Io lo so.  Il responsabile come minimo si calerà le “BRAGHE” e… ogni Legge – regola o quant’altro cesserà di esistere all'istante. Posso essere certo che il candidato con in tasca una Laurea USA troverebbe tutte le porte aperte. A questo punto voglio domandare, al Giornalista – Magistrato – Avvocato o… Burocrate:  ma… non dicevate che in Italia i titoli americani non hanno valore???

Diciamo che in America i Titoli  hanno tutti lo stesso valore ACCADEMICO (da qualsiasi University provengono) e che, la differenza in campo pratico è da ricercarsi nel prestigio di chi li ha rilasciati. Stiamo parlando di Prestigio e non di Legalità. In questo modo le vere capacità (o credibilità) del Dottore o Ingegnere non saranno relazionate al titolo in quanto “legale” oppure no!  Piuttosto dall’Istituto che lo ha conferito e… più importante ancora, dalle vere capacità del portatore.

In ultimo, occorre separare il valore giuridico da valore intrinseco nel titolo stesso. Voglio dire che, se ho conseguito una Laurea americana, sono un laureato; non solo  in America ma… in tutto il mondo!! Perché il titolo è un qualcosa di personale che non dipende più da un punto geografico ma bensì dal mio “ESSERE”. Un qualcosa che fa parte della mia vita e che nessuno può contestarmi. Il fatto che poi non venga riconosciuto ai fini di un incarico lavorativo (tutto da verificare) è un’altra faccenda. C’è un’altra contraddizione che spesso circola anche in ambienti  istituzionali e… figuriamoci nella stampa!!! Si sente dire che, certe University in America sono ACCREDITATE altre NO!!!  In America l’accreditamento è un qualcosa di facoltativo e mai obbligatorio. Ci sono delle University importanti che non sono affatto accreditate, mentre altre lo sono. D'altronde, come si potrebbero obbligare le University ad essere accreditate dal momento che non esiste il lato giuridico???

Chiaramente anche se non legali per gli organi governativi, i titoli hanno bisogno di circolare in ambito internazionale da cui la necessità di essere predisposti per essere riconosciuti come tali da tutti i Paesi. Per questo nel 1961 è stata firmata all’AJA una convenzione chiamata “APOSTILLE”, per cui qualsiasi documento una volta APOSTILLATO, deve essere riconosciuto da tutti i Paesi membri della convenzione. E’ talmente “FORTE” (l’APOSTILLE) che, una volta dotato di una simile “marchio” nessuno può fare domande o indagare ulteriormente sulla veridicità o meno del documento dotato di “APOSTILLE”.   

 

(….” Che cos’è l' APOSTILLE?

Si tratta di una specifica annotazione che deve essere fatta sull’originale del certificato rilasciato dalle autorità competenti del Paese interessato, da parte di una autorità identificata dalla legge di ratifica del Trattato stesso.  L’ APOSTILLE, quindi, sostituisce la legalizzazione presso l’ambasciata. Ne discende che se una persona ha bisogno di fare valere in Italia un certificato di studio e vive in un Paese che ha aderito a questa Convenzione non ha bisogno di recarsi presso l’ambasciata italiana e chiedere la legalizzazione, ma può recarsi presso l’autorità interna di quello Stato (designata dall’atto di adesione alla Convenzione stessa) per ottenere l’annotazione della cosiddetta APOSTILLE sul certificato. Una volta effettuata la suddetta procedura quel documento deve essere riconosciuto in Italia, perché anche l’Italia ha ratificato la Convenzione e quindi in base alla legge italiana quel documento deve essere ritenuto valido, anche se redatto nella lingua di un diverso Paese…..”)